Ascolto la musica country da oltre una
ventinna d’anni, più o meno da quando per caso ho scoperto John Denver e gli
Eagles. Da allora il mio appuntamento settimanale immancabile, ogni sabato
pomeriggio era la classifica country su radio 107fm, la radio che trasmetteva
per le basi americane in Italia (abito in provincia di Vicenza). Poi è venuta
la passione per il ballo, ma sempre e solo per ascoltare la musica country. I
miei “vecchi” amici ballerini dicevano che ero portato per insegnare, quindi il
passo è stato breve, sono diventato insegnante di ballo, cosa che faccio per
passione per il country, per cercare assieme ai dj di far conoscere la country
music più che il ballo. Quando insegno prima viene sempre la musica, che deve
essere rigorosamente country, poi la coreografia. E nonostante le linedance,
ballate su una musica in genere veloce ed allegra, il “mio” country è quello
delle ballate romantiche, un po’ nostalgiche, tristi ma anche dolci e intinte
di quei valori e miti americani, che parlano di libertà, di Dio, del lavoro
duro dei contadini e di amore per la propria terra e per la propria patria.
A dir la verità però ultimamente sono un po’ deluso dall’evoluzione che
ha preso la musica country, sempre più contaggiata da sonorità pop, rock o
funky.
Comunque qui sotto vi faccio la mia
classifica, che prende in considerazione la musica che conosco bene quindi dagli
anni ’80 in poi:
No Fences - GARTH BROOKS I suoi album li avrei messi tutti in questa
classifica ma dovendo scegliere….Lui è il mio mito, colui che mi ha fatto
veramente innamorare della musica country. A mio avviso è colui che, se da
un lato ha abbattuto i pregiudizi della musica country facendola conoscere
a tutto il popolo americano, dall’altro ha aperto alle influenze di altri
generi musicali. L’album è fantastico, non a caso è uno degli album più
venduti in assoluto. Ogni volta che l’ascolto mi emoziona e mi stupisce
ancora come la prima volta.
The legend of Eagles. EAGLES E’ stato il mio inizio. E’ incredibile come, ogni volta
l’ascolto mi rilassa e mi rasserena facendomi sognare le strade americane
e la libertà.
Time Well Wasted - BRAD PAISLEY. Sarà perchè è stato l’album che ha accompagnato il mio primo
viaggio negli States, ma ogni volta che ascolto le sue canzoni (di questo
come degli altri suoi album) sento il “profumo” dell’America delle
praterie e della vita tranquilla e semplice dei piccoli paesini dispersi
lungo la strada, e immancabilmente la nostalgia e il desiderio di
ritornare mi assalgono…
Fly – DIXIE CHICKS: dobro, banjo, mandolino e violino. Non male per
queste queste tre belle galinelle del sud che hanno riportato le “vecchie”
sonorità e i “vecchi” strumenti country, per non parlare della
meravigliosa voce di Natalie…Ma le loro perle sono sparse in tutti i loro
4 album E’ un peccato che negli
ultimi anni siano state un po’ emarginate solo per aver espresso le loro
opinioni contrarie alla guerra….
The woman in me – SHANIA TWAIN: non è il suo album più conosciuto ma penso sia il
suo più country. Il difetto di questo album: finisce troppo in fretta…
Drive - ALAN JACKSON: Non potevano
mancare le sonorità, la dolcezza e l’eleganza di Mr. Alan Jackson, in
particolare in questo album dove c’è traccia del dolore del “09/11”.
Be Here – KEITH URBAN: Da ascoltare
in macchina, possibilmente non su percorsi brevi, è un peccato
interrompere l’allegria e la gioia di vivere che trasmette
Unleashed – TOBY KEITH: il più patriottico dei cantanti country. Quel tocco
di rabbia e “cattiveria” che a volte c’è o dovrebbe essere in ognuno di
noi.
Greatest Hits volume two
- RANDY TRAVIS: Come si fa a non amare una canzone come “Forever and ever
amen”? Ma a pari merito metto Long Black Train di Josh Turner.
Più che i loro album le loro voci: caldissime; tonificanti e rilassanti.
The foundation – ZAC BROWN BAND: la sospresa di quest’ultimo anno. Diversissimo
da quello che le classifiche ci avevano abituato negli ultimi anni.
Mi fermo ma solo perché sono arrivato a 10. Le
voci da citare sarebbero tantissime: due per tutte, icone della storia della
discografia country: George Strait e Reba McEntire.