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Mai prima di allora, era il 1985, quattro grandissimi della country music avevano fatto un disco assieme. Mai prima, ma poi è successo ed è nato un capolavoro. Willie & Waylon i due fuorilegge, outlaws per antonomasia del country, coloro che si erano stufati di come si produceva la musica a Nashville ed avevano stabilito la loro base ad Austin nel Texas, Johnny Cash, the man in black, ribelle e insofferente, Kris Kristofferson, personalità carismatica, grande autore ma anche grande attore, tra i suoi films più noti Convoy, E’ nata una stella, lo splendido e poetico I Cancelli del cielo, amici da sempre decidono di fare un passo avanti e di unire le loro forze con un progetto in comune.
Nascono così Highwayman ma anche un film interpretato da loro quattro con altri amici del giro degli outlaws che è una riedizione del leggendario Ombre Rosse di John Ford. Il titolo del film è Stage Coach, cercatelo, perché oltre ad essere un bel film western, è un po’ strano vedere tanti eroi della nostra musica recitare insieme in un set cinematografico. Dopo questa esperienza avrebbero fatto altri dischi a scadenza quinquennale, 1990, 1995, mentre nel 2000 vista la precaria situazione di salute di Johnny Cash hanno chiamato a sostituirlo un altro texan hero: Billy Joe Shaver. Amo molto questo disco fatto di ( solo ) 10 canzoni ma scelte davvero bene e cantate da quattro delle voci più belle d’ America che sanno raccontare bene le gioie le sofferenze le ansie del popolo americano pur se con una visione , soprattutto con Kris, piuttosto critica. Highwayman da il titolo al disco. Armonia perfetta e stupenda dove i nostri danno vita, cantando una strofa ciascuno, a quattro diversi personaggi dell’epopea americana: un fuorilegge, un marinaio, un operaio e un pilota di jet.
The Last Cowboy Song, valzer lento, è un nostalgico inno di un mondo che non esiste più. “Questa è la canzone dell’ultimo cowboy, la fine di un valzer durato 100 anni, le voci sono tristi mentre cantano da sole, un altro pezzo di America che se ne va”. Jim I Wore A Tie Today, bel lento, è stata scritta da una poetessa delle cowboy songs: Cindy Walker. Anche qui nostalgia e malinconia a piene mani per tutto quello che va scomparendo con l’avanzare del progresso. Ricordo accorato di un amico che se ne è andato e con il quale si aveva diviso gli anni più belli della propria vita. “ Guidare mandrie sotto il sole e la pioggia, cercare l’oro nei torrenti, abbiamo fatto ogni cosa scritta sui libri ed anche molte altre che nessuno nemmeno immagina. Quando arriverai su quelle strade coperte d’oro riserva un posto anche per me”. Big River è un classico di Johnny, un country agile e spigliato nel suo tipico stile ritmato dove le voci dei quattro bene si amalgamo. Committed To Parkview è una country ballad pacata dalla bella cadenza che ti entra subito dentro. Desperados Waiting For The Train di Guy Clark è una canzone senza tempo. Un racconto capolavoro in 4 minuti di questo impareggiabile singer songwriter texano. Storia di un anziano che insegna ad un ragazzo come entrare nella vita. “Mi ha insegnato come guidare la sua auto quando era troppo ubriaco per farlo, mi dava i soldi per uscire con le ragazze, mi ha sempre portato con se, ero un ragazzo e lui mi chiamava compagno. Per me lui è un eroe di questo paese. Proprio come in un vecchio film western eravamo desperadoes in attesa del treno. Di Deportee e del suo carico di disperazione ho già parlato nella recensione precedente, quella di Gene Clark. Questa è una canzone che comunque la si giri è una delle più belle di sempre. In questa versione viene accentuato il sapore del border con la presenza di Johnny Rodriguez, cantante country messicano di buona fama a Nashville che nel ritornello canta e poi recita in spagnolo. Emozioni forti. Molto bello il lavoro del mandolino. Anticipata da un’armonica parte Welfare Line. Bella country song nella media. Altro highlight del disco è Against The Wind di Bob Seger. Un’altra delle più belle canzoni di sempre. Ballata pianistica, sognante, dove le voci dei nostri sono pura poesia musicale.Anche qui il passato che ritorna: “ Sembra ieri ma era tanto tempo fa. Jennie era la regina delle mie notti catturati in un fuoco selvaggio senza controllo fino a che non c’era più niente da provare e niente da bruciare. Vivevo per correre e correvo per vivere”, ma anche l’accettazione del presente “ sono più vecchio adesso ma sto ancora correndo contro il vento”. La chiusura del disco è lasciata a The 20th Century Is Almost Over, ballata armoniosa allegra scritta da John Prine. Disco quindi molto molto gradevole che può soddisfare tutti gli amanti del country, dall’old al new, perché musica senza tempo con una manciata di canzoni straordinarie. Grande musica, voci impareggiabili e tanta tanta passione.
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