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Va be’, lo dico subito. Quando parlo di Emmylou non sono molto obiettivo. Per me Emmylou Harris e’ la regina della country music contemporanea. Grande personalita’ e carisma e soprattutto una voce splendida e inarrivabile. Ha iniziato la sua carriera a Washington come folksinger a fine anni 60 dove ha anche inciso un album passato quasi inosservato. La svolta e’ arrivata nei primissimi anni 70 quando ha conosciuto colui che e’ unanimemente riconosciuto come l’inventore del Country-Rock: Gram Parsons di cui e’ stata compagna di vita e di scorribande sonore fino alla morte di quest’ultimo avvenuta a a soli 27 anni il 19 settembre del 1973 in una anonima stanza di un hotel di Palm Springs ai confini del Mojave Desert, in California, luogo che lui tanto amava. Dopo un comprensibile periodo di sbandamento nel 1975 Emmylou inizia la carriera solista. Quello che recensisco in questa mia classifica e’ il suo terzo album, certo ne avrei potuti aggiungere altri, ma poi sarebbe diventata una Emmylou charts. Luxury Liner e’ il titolo del disco ed e’ forse quello piu’ vicino al suono Country Rock che il suo mentore Gram Parsons aveva definito. 10 canzoni con almeno 6 piccole gemme ed altre 2 di alto livello. Stupenda la cover di Pancho & Lefty di Townes Van Zandt. Una ballata che, a parte la drammaticita’ della storia,da il senso degli ampi spazi e degli orizzonti sconfinati del West, e dove la voce di Emmylou e’ un vero gioiello che arriva dritta al cuore. Altra canzone stupenda e’ Tulsa Queen scritta dalla stessa Emmylou. Ballata nostalgica, malinconica, notturna (ho sentito un treno nella notte di Tulsa chiamare il mio nome). Notevole il lavoro alla chitarra elettrica di James Burton (the best) e lungo finale strumentale con l’armonica di Mickey Raphael della band di Willie Nelson sugli scudi. Superba la rivisitazione di She, canzone di G. Parsons che qui accentua il suo carattere gospel diventando quasi una preghiera. La piu’ bella di tutte , forse, e’ Hello Stranger, rivisitazione di un brano della Carter Family del 1938 che qui diventa quasi un bluegrass-cajun. Da brivido il finale strumentale con violino e mandolino.
I’ll Be Your San Antone Rose e’ country al 100%. Lento da ballare check to check con le liriche costruite a misura sulla musica ( se tu sarai il mio straniero misterioso io saro’ la tua San Antone Rose).
Luxury Liner, ancora di G. Parsons, e’ puro Country Rock con la chitarra di Albert Lee che si lancia in vorticosi assoli. Una canzone che ti fa battere i piedi appena la senti. Altre 2 grandi rivisitazioni sono Making Believe e When I Stop Dreaming. La prima del 1954 inizia con la chitarra acustica, la splendida voce di Emmylou e subito le harmony vocals di Herb Pedersen. Grande melodia che ti entra subito in testa. La seconda e’ degli anni 50 di Ira & Charlie Louvin. Anche qui notevoli armonie vocali (Dolly Parton) con il suono forse un po’ annacquato dall’arrangiamento orchestrale. Le 2 canzoni per me un po’ sottotono sono You’re Supposed To Be Feeling Good un po’ soul e un po’ alla Eagles di One Of These Nights e C’est La Vie di Chuck Berry rilettura di un classico del rock’nroll un po’ scontata. Grande Emmylou e questo e’ solo uno dei quasi 30 dischi incisi nella sua carriera. Non perdete l’occasione di ascoltare la voce di Emmylou. Sicuramente vi fara’ stare bene.
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