
Texano, 53 anni all’epoca di questo disco, Kris è uno dei grandi che hanno contribuito negli anni 70 a rigenerare il country. Ha fatto parte del movimento degli outlaws poi è stato nel gruppo degli Highwaymen, ha scritto tantissime belle canzoni di successo Me And Bobby McGee su tutte, ma qui da noi è molto più conosciuto come attore. Ha interpretato films come Pat Garrett E Billy The Kid, Convoy, E’ Nata Una Stella, il bellissimo I Cancelli Del Cielo di Michael Cimino tra gli altri.
Carattere ribelle, problemi di alcool e idee politiche non allineate lo hanno un po’ emarginato, ma si è sempre saputo reinventare ed ancora oggi è tra i cantautori più apprezzati.
Questo è un disco country ma non solo, è anche gospel, molto rock, ha forti sapori messicani e tinte latine, sicuramente è molto politico.
Uscito nel 1990 in pieno regime Bush senior, il disco è bello e vitale, combattivo con testi forti grintosi e duri che non lasciano spazio a giri di parole.
Kris ha voluto rendere note, e cosi’ portare un po’ di giustizia, le atrocità della politica, soprattutto quella americana, gli omicidi di stato, di gridare a tutto il mondo i misfatti compiuti con il paravento della democrazia da esportare.
The Eagle And The Bear apre il disco. Ampia ballata dedicata alla prigionia di Nelson Mandela ma non solo. L’aquila e l’orso sono tra i simboli americani e lui canta: “ Combatterò e morirò per la libertà anche contro l’aquila e l’orso”.
Third World Warrior parte come Brown Sugar dei Rolling Stones. Dura elettrica tesa e vibrante.
Aquila Del Norte è un rock angoscioso. Parla della sua America e non in termini lusinghieri “ Credi nella giustizia e nella libertà, ma nulla di questo è successo in Nicaragua”. Negli Anni 70 gli USA appoggiarono la giunta dittatoriale e sanguinaria di Somoza contro l’esercito di liberazione sandinista.
Con The Hero si torna alla ballata country e recupera un po’ la melodia di Me And Bobby McGee. Canzone fiera e possente in cui si parla di miti e di eroi come Martin Luther King e John Fitzgerad Kennedy.
Altra canzone dura è Don’t Let The Bastards Get You Down. Tromba evocativa e testo durissimo: “Uccidere i bambini in nome della libertà, oggi questi signori hanno il potere, il denaro, le armi, ma diventa sempre più difficile credere alle loro menzogne”.
Dopo tanta tensione ecco arrivare, almeno in senso musicale, un piccolo divertimento. Love Or Money è in salsa reggae e caraibica.
Con Third World War si torna al rock venato di country. Batteria che picchia e canzone che si apre nel ritornello a più voci.
Jesse Jackson è un gospel a tinte forti dove canta anche Willie Nelson ed è dedicata ad uno dei leader dei diritti civili in America. Bella canzone.
E infine il gran finale. Due canzoni unite. La prima splendida, tesa, vibrante, Mal Sacate, dove Kris declama con voce stentorea coloro che sono stati uccisi in nome(?) della libertà: “ Hanno ucciso tanti eroi come Zapata, Fonseca, Sandino, Che Guevara, Allende, Aquino, Steve Biko, ma non uccideranno mai lo spirito dell’uomo”.
E questa canzone si stempera in Sandinista, tragica ma coinvolgente ed epica, aria messicaneggiante e versi cantati e declamati in spagnolo: “Sandinista le forze dell’oscurità con il loro terrore, le loro bugie, il loro denaro e le loro macchinazioni non riusciranno a coprire la forza della tua anima rivoluzionaria, la libertà nei tuoi occhi e il caldo amore nel tuo cuore sono una forza più potente di qualsiasi macchina bellica”.
Un disco dove le liriche hanno sicuramente un peso più forte della musica. Un disco vibrante e duro, carico di tensioni musicali e sociali ma che sono parte integrante della vita di questo uomo e della sua voglia di onestà e di verità anche contro i suoi interessi. Sicuramente una persona che non si nasconde!
Ma questa opera non da l’esatta dimensione musicale di questo grandissimo songwriter e allora vi consiglio altri due bei dischi: A Moment Of Forever del 1996 e il recente This Old Road.
Per Scoprire dopo il Kris duro e intransigente anche quello più intimista e romantico.