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Quando ho visto questo CD mi ci sono avvicinato un pò titubante. Ne possedevo già uno di Kimmie, Angels Get The Blues, che non mi aveva convinto appieno, poi ho visto nei credits la presenza tra gli altri di Waylon, Willie, Joe Ely, Townes Van Zandt, la crema del Texas country, e mi sono deciso all’acquisto. Decisione saggia. Un disco incredibile.
Ballate acustiche, ariose, gentili, delicate, sonorità tenui, pastello, voce splendida pura come l’aria tersa, libera come il vento e grande come un orizzonte senza fine.
Non aspettatevi un disco da Honky Tonk Club, chitarre elettriche che impazzano, batteria e basso che picchiano, ma un disco etereo e sognante. Un CD che è un piacere ascoltare e riascoltare perché solo dopo molti ascolti si riescono a cogliere tutte le preziosità, i contrappunti delicati, le finezze artistiche e si riesce ad entrare pienamente nello spirito che Kimmie ha voluto dare a questo cielo del West Texas.
13 canzoni per lasciarsi rapire in questo suo mondo dolce e delicato, anche malinconico, dove niente è sopra le righe e dove questa atmosfera pacata e rilassata non può non catturarvi.
Si parte con la canzone che titola il CD. “ Ho lasciato il West Texas Heaven. Era l’unico che avessi mai conosciuto.” Chitarra acustica in evidenza, sezione ritmica appena accennata e la ballata , più da songwriter che da country girl, che esalta il cielo sconfinato e le grandi pianure del West Texas.
Due duetti a testa per Willie & Waylon.
Hard Promises To Keep è con Willie e le loro due voci sembrano fatte apposta per cantare assieme. A questo proposito non perdete il disco di duetti proprio tra Willie e Kimmie del 2003 intitolato Picture In A Frame. In questa recensione sarò un po’ ripetitivo ma questo è quello che mi porta ascoltando questo disco. Canzone che sembra uscire da un qualche canyon e librarsi nell’aria e poi Willie che dà profondità e spessore a questa ballata malinconica. Willie rilascia anche un incredibile assolo con la sua gut string guitar mentre una tenue e dolcissima steel fa da perfetto sottofondo.
Altro duetto con Willie è I Never Heard You Say. Più ricca strumentalmente con steel armonica e ancora la chitarra di Willie. Una canzone che se possibile sposta l’orizzonte un po’ più in la tanto è profonda ed eterea.
Il primo duetto con Waylon è in Maybe We’ll Just Disappear. Chitarra ac. piena, la voce di Kimmie convinta e decisa e poi entra Waylon con il suo caratteristico vocione. Bell’intervento di dobro e canzone che sembra uscire da una serata tra amici con falò in mezzo alla prateria con l’oscurità che avvolge il tutto mentre in lontananza un solitario coyote lancia il suo richiamo.
Sempre con Waylon è Be Mine. Introdotta da un pianoforte che disegna tenui acquerelli, dobro in sottofondo e le due voci che riprendono, si lasciano, si rincorrono e cantano:” Quanto dovrò aspettare prima che il tuo amore sia mio?”
Altra perla del disco è I’m Gonna Fly. Qui il duetto è con Townes Van Zandt che canta con la sua tipica aria dolente di malinconica rassegnazione, da uomo in perenne conflitto prima con se stesso e poi con gli altri. Pianoforte pizzicato, chitarra ac. arpeggiata e canzone che come dice il titolo vola sopra le pianure e i canyons per diventare un qualcosa d’altro.
In Wild Roses troviamo una fisarmonica ad aprire la canzone. Brano di una freschezza impalpabile. “Le ho viste giù nella valle, le rose selvagge crescono ai bordi della strada. A loro non importa se qualcuno le raccoglie o se vengono lasciate sole. Le rose selvagge aprono sempre il loro cuore”
Just To Be Near You è un po’ più mossa. La batteria si sente di più, buona la chitarra solista e bel intervento di armonica. Brano discreto.
Piacevolmente roccato è Git You A Job. Batteria in evidenza intervento di chitarra el. e assolo di basso. La canzone più elettrica e rock del disco.
Preceduta da un chiacchiericcio parte The Corner Of The Bar. Ballata cantautorale in cui si apprezzano gli interventi vocali di Joe Ely. Canzone piacevole con fisa in sottofondo chitarra ac. che muove i suoi passi e bella interpretazione di Kimmie.
Home John è notturna swingata e jazzata, da locali fumosi dove la cantante con la band alle spalle intrattiene gli avventori. Buono l’assolo di chitarra e piano fluttuante a condurre il brano. Canzone un po’ al di fuori del contesto del disco.
Con Las Rosas Savages ci addentriamo timidamente in territorio cajun. Fisa in sottofondo, mandolino pizzicato, il cantato in francese come tipico nel cajun. Dolce canzone che lascia dietro di se una scia di territorio inesplorato.
E si termina con il brano più famoso, I’m Not An Angel, in quanto inserito nella colonna sonora di un famoso film degli anni 90: Mrs. Winterbourne. E’ il pezzo più arrangiato e più vicino a sonorità pop, ma la splendida voce di Kimmie lo rende perfettamente inserito nel contesto del disco.
Allora che dire. Certo non è un disco per country dancers, anche se questo disco fa ballare, non è un disco per chi ama i volumi alti, le atmosfere sudate, i gruppi numerosi.
E’ un disco per chi qualche volta ha bisogno di intimità, di introspezione, per chi ogni tanto o ogni “spesso” ha voglia di staccare e di sognare. Per chi crede che a volte ci siano altri modi oltre a quello di urlare tra la folla.
E’ un disco che fa sognare, fa volare, fa ritrovare se stessi. E’ un disco fresco spontaneo semplice dolcemente malinconico ma maturo, da assaporare ascolto dopo ascolto, da approfondire perché è un disco che da piacere.
Certo non è new country non è commerciale, ma è sincero, un disco del quale tutti quanti prima o poi potremmo averne bisogno. Brava Kimmie!
Questo è il video di una canzone non inserita in questo disco ma ascoltate che duetto tra lei e Willie.
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