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Mi sono avvicinato a questo CD incuriosito dal titolo: Uomini Disperati. Gli autori li conoscevo già per averli letti decine di volte nei credits di canzoni cantate da Willie Nelson, George Strait, Johnny Cash, Johnny Payceck, Elvis, etc etc., quindi una garanzia. E subito mi ha affascinato il suono country outlaw, fuorilegge, alla Waylon & Willie che tanto ho amato. E’ una sorta di concept album, cioè di un album che in tutte le sue canzoni tratta di un unico argomento, e qui l’argomento sono i fuorilegge in senso molto ampio, cioè coloro che per scelta o per necessità si pongono ai margini della vita sociale. Sopravvivono chi al di qua chi al di la della legge ma sempre in condizioni disagiate e di precario equilibrio. Sono gli homeless, i senza casa, i sognatori, reduci di guerra, immigrati nei guai, solitari in viaggio per le strade della profonda provincia americana, le famose strade blu, ubriaconi, truffatori, musicisti senza contratto. Insomma l’altra parte del sogno americano, quella che non viene raccontata perché non da una bella idea dell’ America ma che esiste. Beh qui in questa raccolta di canzoni si parla di questo. 14 canzoni arrangiate con sobrietà e gusto come si conviene alle produzioni made in Austin. Desperate Men subito ci porta al mitico outlaw sound di Waylon & Willie. Un fiddle introduce I Wish It Was Easy, il difficile ritorno a casa dopo anni di assenza. Memories Cost A Lot elettrica alla Waylon Jennings con steel guitar e fiddle che la rendono musicalmente molto ricca. Dead Or Alive ha una andatura western. Bello il ritornello con i tipici border horns. Way To Mexico è una tipica texmex song. Anche qui le trombe in sottofondo e chitarra arpeggiata alla Willie Nelson. Bella. Patsy, lenta ed evocativa, dedicata ad una delle leggende del country, Patsy Cline morta in un incidente aereo nel pieno della sua carriera. “Non fa differenza ovunque vada, le tue canzoni sono su ogni jukebox in questo mondo lo sai. Le stelle sorgono e cadono, molte sono scelte ma poche sono chiamate e tu sei la stella più lucente di tutte.” Brothers Of The Music è brillante con un bei assolo di chitarra elettrica e violino. No Shortage Of The Blues è un classico honky tonk texano con l’armonica in evidenza. Outlaws At The Cross, bel titolo, è una grande country song con un bel ritornello cantato in duetto e bell’assolo di chitarra elettrica. Diablo’s Highway è tesa e pulsante, anche qui le trombe in sottofondo e il racconto di come sia facile prendere la strada sbagliata, quella del Diablo. La migliore del lotto per me è Outskirt Of Desperate. Ballata lenta con piano steel e fiddle sugli scudi. La frustrazione di un musicista separato dalla moglie e dai figli che oggi suona in Colorado e domani in Alaska. “ Mi sento ai margini della disperazione per le migliaia di miglia che ho percorso. Non so dove sto andando ma di sicuro so dove sono stato: ho viaggiato con me stesso nel vento.” Un bel disco quindi onesto e sincero. Se mai siete stati o siete ribelli o cantanti o autori o rinnegati o amanti o combattenti o fuorilegge dovete amare questo disco perché qui c’è la vita e l’amore nelle sue forme più rare e meno scontate e anche brutalmente oneste. Nulla è lucido, nulla è patinato ma tutto sa di polvere e sporcizia, dust and dirt, di frustrazione per i personaggi che popolano l’universo di queste canzoni che come recita un verso sono ai margini della disperazione. I love this album!
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