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Ho acquistato questo disco nel ’94 incuriosito dalla copertina, dove mi sembrava di scorgere un novello Dwight Yoakam, e dal titolo, sogni e sabati notte, sperando di non ritrovarmi tra le mani una ennesima replica di un Garth Brooks o di un George Strait.
Ascoltandolo mi ha subito colpito la voce vissuta e sofferta di Bob e quindi il suono che sembrava la riedizione del Country Rock anni 70 un po’ piu’ addolcito. Poi ho capito il perche’: ben 4 dei musicisti che suonano nel disco facevano parte della Hot Band di Emmylou Harris. E piu’ ascoltavo e riascoltavo questo disco piu’ queste canzoni sembravano rispondermi. E’ rimasto nel Cdplayer della mia macchina per almeno un mese e non riuscivo a toglierlo. Poi quando ho letto i testi delle canzoni il cerchio si e’ chiuso. C’e’ tutto quello che ti aspetti da delle country songs. Storie vere, reali, amare, nostalgiche, dove quasi mai cuore fa rima con amore. Storie quotidiane, che possono appartenere a tutti, di amori disperati o finiti, di eccessi quotidiani, di malattie, di disillusioni, di sofferenze emotive, ma quasi mai di rimpianti o di rimorsi. Tutto questo e’ troppo country e poco radio friendly e cosi’ questo disco e’ passato piu’ o meno inosservato dal grande pubblico benche’ acclamato dalla critica musicale. I tre singoli tratti non sono andati oltre la top 70. Da non crederci per uno dei piu’ bei dischi degli anni 90. Si parte con Bayou Girl, tra cajun e honkytonk. Dichiarazione d’amore per una ragazza del bayou della Louisiana e subito chitarra elettrica, fiddle e dobro in evidenza. Hard liquor, cold women, warm beer. Grande titolo. Disillusione di un musicista che sognava l’amore e il successo ma tutto quello che gli rimane e' un liquore amaro, donne fredde e della birra calda. Bello il suono del fiddle mentre James Burton scalda le corde della sua telecaster. Triste storia quella raccontata in Poisoned At The Well. Due ragazzi ancora giovani si amano, si sposano e subito nasce un figlio.Ma le cose cominciano ad andare male e sembra che “ il nostro amore fosse avvelenato alla fonte”. Ancora grande il lavoro di J. Burton alla chitarra el. Bella la midtempo Dreams And Saturday Nights. Una canzone serena su cio’ che ci si aspetta in un sabato notte dopo una settimana di lavoro. Tonalita' un po' soffusa e speranze che fanno capolino. Amara invece You Can’t Win. Storia di un fuorilegge e della sua donna che fuggono per gli States dopo una rapina finita male. “ Tu puoi giocare ma non puoi vincere”. Sempre grande J. Burton ma qui c’e’ anche il banjo suonato da uno dei fondatori degli Eagles, Bernie Leadon, che cuce in modo mirabile i vari passaggi della canzone. Una delle piu’ belle canzoni di sempre per me e’ The Year We Tried To Kill The Pain. Qui il twang sound della telecaster di J. Burton e’ al massimo e il fiddle ricama preziosi assoli con la steel guitar in sottofondo. Canzone nostalgica “ baby ti ricordi l’anno in cui cercammo di uccidere il dolore”, che racconta di eccessi in gioventu’,” la notte in cui provammo a rubare un treno, il giorno che siamo arrivati a Memphis con solo 13 dollari, saltato il muro di Graceland e fatto l’amore li sul prato”. Ma niente rimpianti, anzi la consapevolezza di aver vissuto intensamente,” addio mio angelo caduto forse non ci incontreremo mai piu’ ma non scambierei 10 anni in paradiso per quell’anno in cui abbiamo cercato di uccidere il dolore”. Belle le harmony vocals di Joy Lynn White. Capolavoro! Altra bella midtempo ballad e’ This Broken Heart dove si nota di piu’ il lavoro alla steel guitar. Alright e’ un episodio un po’ minore del disco anche se bella la sua melodia West Coast con grandi armonie vocali, mentre Caroline lenta e disperata mette in risalto la voce sincera e sofferente di Bob. “Tutti i sogni che ci rincorrevano sembrano lontani, se non si trasformano in ragazze in carne e ossa moriranno” ?
Sempre in grande spolvero J. Burton, the master of telecaster,in I’m Standing Here. La voglia di andare contro le regole, contro le convenzioni anche a costo di essere emarginati. L’ultima canzone, I’m The Train, e’ un altro capolavoro. Inizia con il mandolino di Sam Bush e subito la canzone prende forma con la chitarra el. e la steel guitar . Anche qui un amore finito,” una volta mi stringeva tra le sue braccia e io vedevo il sole la terra e la luna nei suoi occhi ma ho buttato via tutto”, pero’ qui il protagonista prende in mano la sua vita, guarda avanti, si muove, non si abbandona alla tristezza, “ sono andato a Nashville a lavare piatti e ho fatto di tutto a L.A. e a New York”, la voglia di ricominciare, “qualche volta sento che la vita mi passa accanto, ma io non sono la stazione, non sono la fermata, no, io sono il treno”. E qui ad impreziosire il tutto c’e’ il duetto con Emmylou Harris. Per concludere questo e’ un disco vero, fatto da un songwriter vero che magari non sara’ bello come tutti questi american idol o hat boys che ci propongono come new country, ma che ha molte cose da dire e le dice con il cuore in mano, senza paura di mettere a nudo i propri sentimenti, anzi. Ma questo e’ un disco anche da pensare oltre che da ascoltare e questo per molti costa fatica e non rassicura. Se vi piace la true country music ascoltatelo, dategli una chance. Non lo lascerete piu’!
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